|
"Qualche anno fa F. ha iniziato su mio suggerimento il libro di una giovanissima scrittrice italiana. Io gli consiglio molti libri senza leggerli, solo conoscendo i suoi gusti e confrontandoli con le recensioni, di cui sono un consumatore abituale (lui invece le evita, se può). Entro poco tempo, dalla velocità con cui il segnalibro si muove nelle pagine, capisco se gli sta piacendo. Notandolo da un po’ fermo alle prime cinquanta pagine, lo avevo interrogato. “Non c’è la storia gay?” (siamo perseguitati da recensioni e persino quarte di copertina che promettono e non mantengono). “Sì - aveva risposto - ma è proprio scritto coi piedi”. Aprendolo all’ultima pagina letta mi aveva fatto notare, insieme ad altre, l’espressione “obelisco di passione”, riferita proprio alla parte anatomica cui state pensando. Ne avevamo riso e da allora ogni frase involontariamente comica o semplicemente brutta trovata in un libro è diventata un obelisco di passione.
- Com’è quest’altro? - Insomma, ho già trovato un paio di obelischi di passione ma si lascia leggere… O ancora: - Che cos’è quella faccia? era consigliato su Pride! - Sì, ma è pieno zeppo di obelischi." |